Collezione Occhiali Ray Ban 2016

La critica sociale cede il passo alla comprensione, all tenera vicinanza a chi come Giano si ponga il problema di conciliare le due visioni (passato e futuro) in una sintesi che, attraverso il gioco delle nascite e rinascite, dia senso compiuto alle proprie scelte.Le immagini generano e veicolano il percorso emotivo molto pi dei dialoghi, che peraltro coronano degnamente il contesto visivo: splendido il breve monologo sul desiderio dell nei panni hitleriani, toccante la montante reprimenda tra lacrime a stento trattenute della figlia di Fred, che scorre tra devota ammirazione e sottili risentimenti. L magistrale dei primi piani, il ricorso ad elementi simbolici e plurivalenti come l (la bellezza intrinseca delle luci riflesse nell alta di Venezia, la capacit perturbante nel sogno dell l deformante in piscina), lo stile raffinato e fantasmagorico, la temerariet mai spigolosa nei passaggi repentini di registro tra dramma, ironia e visionariet fanno di Sorrentino il grande maestro della poetica del disagio esistenziale tramite la forza d dell generatrice di un immaginario che non porta all diretta nei personaggi ma ci fa pensare alla condizione di incompiutezza del genere umano, nel cui caos direttamente o nascosta tra le pieghe dell impercettibile puoi sempre trovare compensazione la Bellezza nelle sue infinite forme.Come quella di una giovane massaggiatrice che non aspirer mai a Miss Universo, ma sa vibrare di grazia e morbidezza grazie alla scoperta della propria femminilit tramite il contatto con il corpo bench avvizzito dei suoi clienti ed alla cosciente assimilazione del meglio che la realt circostante ci offre ogni giorno.Oltre ad un cast superbo, tra i protagonisti assoluti la colonna sonora ( musica non ha bisogno delle parole n delle esperienze. La musica c emotivamente culminante nella splendida Simple Song di David Lang, nella travolgente interpretazione del soprano Sumi Jo..

Attore partenopeo scoperto da Lina Wertmller, che lo ha diretto ben due volte, è ora particolarmente attivo sul piccolo schermo dove ha interpretato i più svariati ruoli in numerosissime fiction.Nato a Napoli il 13 maggio 1972, Sergio Assisi è figlio di una casalinga e di un rilegatore di libri che, in gioventù, aveva lavorato come attore. Seguendo un po’ quella che era la primigenia passione paterna si avvicina al teatro, debuttando a soli 16 anni.Il teatroNel 1992, decide di entrare all’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Bellini di Napoli, vincendo una delle venti borse di studio stanziate, ogni tre anni, dall’istituto. Notato da Livio Galassi, viene scritturato per “George Dandin” di Molière, al quale seguiranno numerose altre pièce teatrali di autori vari (Sofocle, Shakespeare, Goldoni, Scarpetta etc.).

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