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Attore, produttore e sceneggiatore cinematografico. Lontano dai riflettori accecanti di Hollywood, John Cusack è un personaggio noto ma talmente riservato da fomentare con costanza l’alone di mistero che lo circonda. Un attore capace di adattarsi, puntualmente in ogni nuovo film, a personaggi e ruoli diversissimi tra loro.

Gli incassi statunitensi parlano chiaro: l’accoppiata Tarantino/Rodriguez ha fallito ed è stata costretta a una repentina separazione. Ne è nato così questo Grindhouse A prova di morte (versione allungata del Death Proof che originariamente conviveva con il rodrigueziano Planet Terror). Che dire dell’esito della separazione? Che ci offre un film sicuramente tarantiniano ma che risente di una struttura anomala..

A fargli paura, per cui, non è tanto il male, ma la condizione degli esseri umani che vivono una guerra personale dal di dentro, una lotta che sfiora, coinvolge e a volte distrugge anche gli angeli. Fa spavento dover morire, dover essere umani. Fa spavento lasciare un carcere, per tornare alla vita di sempre: alla famiglia, alla propria casa, ai vecchi amici, quasi si preferisse la freddezza di una stanza con le sbarre e un muro sporco.

Ecco la grande colpa di quest lavoro di Biggio e Mandelli: il non saper o non voler riconoscere quando un ormai arrivata, finita, spolpata. Forse in nome del dio denaro o dell si cerca sempre di lasciare aperto uno spiraglio ad un seguito che porti qualche nuovo euro nelle casse di regista e addetti ai lavori, ma questo sbagliato. Lo stesso madornale errore di fare un film gi pensando ad un seguito, sar fatto da Biggio e Mandelli proprio con “la solita commedia inferno”, che sar un flop di proporzioni inaudite.

Viene firmato così Bangkok Dangerous (1999) che combina i loro talenti.Il successo di The EyeTalenti che esplodono definitivamente con l’horror The Eye (2002), storia di una ragazza cieca che, dopo un trapianto corneale, comincia a essere perseguitata da ombre e allucinazioni. In tutto il film non viene versata una goccia di sangue e il terrore che fuoriesce da questa ghost story è retto unicamente da ciò che viene solo immaginato e non da ciò che viene mostrato. Elegante, soft, simbolico, purtroppo il film (un piccolo cult dell’horror asiatico) si perde nella trilogia che ha creato con The Eye 2 e The Eye 3 Infinity.Il periodo americanoL’America a quel punto si accorge di loro e usa il soggetto di The Eye per farne un remake americano (tanto per cambiare le loro abitudini quando la mancanza di idee si fa sentire) e invita i Pang a dirigere The Messengers (2007), non all’altezza dei precedenti.

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