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Murray, Daniel Tyler, William Graves, Brian D. Ford, Michael C. Pavey, Keith J. Chronister, Em Konig, K. McDonald, S. D. L’attore rifiuta, però, di prestare la propria voce al personaggio di Buzz Lightyear in Toy Story, decisione che in seguito rimpiangerà, dato il successo della saga d’animazione. Nel 2004 ritorna, dopo 14 anni, a esibirsi sui palcoscenici teatrali degli Stati Uniti, con un monologo comico sul genere di quelli che gli diedero i primi successi, ma questa volta incentrato sulla sua vita, in particolare sulla sua giovinezza. “700 Sundays” (dal calcolo delle domeniche trascorse con il padre) gli vale il premio Tony per il miglior evento teatrale dell’anno.Dalla carriera come comico ai maggiori successi, Come inside my mind ripercorre la vita e la carriera di Robin Williams tra luci ed ombre dell’uomo oltre l’attore.

Molte comiche dell’epoca ( Charlot il vagabondo, 1916, Charlot al pattinaggio, 1916, Charlot boxeur, 1915, L’evaso, 1917, Vita da cani, 1918) sono capolavori del genere in cui, ad un dispositivo comico ineccepibile, si sommano significati poetici, sociali e perfino politici.Nel 1918 gira Charlot soldato, dal contenuto decisamente antimilitarista, e tre anni più tardi, Chaplin realizza il suo primo lungometraggio, Il monello, storia di un poverissimo vetraio che alleva un bimbo abbandonato: creerà così una coppia di emarginati, liberi e selvaggi, espressione di una tipica aspirazione americana, già descritta da molti scrittori, primo fra tutti Mark Twain. A questa Chaplin aggiunge toni di patetismo dickensianio, in larga parte autobiografici, che assieme ad un lieto fine edulcorato attirano al film la definizione di opera minore e poco incisiva. I film successivi, da Il pellegrino (1923) a La febbre dell’oro (1925), da Il circo (1928) a Luci della città (1931), suscitano una discussione tra chi lo giudica un fotografo della realtà vista con un ottimismo di fondo, e chi al contrario riconosce in lui un critico violento e puntuale.Nel 1936 ogni riserva però cade, allorchè il regista inglese realizza Tempi moderni, la sua opera più programmaticamente anticapitalista, nella quale c’è un rifiuto totale della civiltà delle macchine e di tutto ciò che essa comporta.Le speranze di Chaplin per un mondo in cui le persone possano vivere secondo quei valori umani travolti dalla guerra e dal nazifascismo, ed espresse chiaramente nel finale de Il dittatore (1940), vengono vanificate anche dalle persecuzioni di cui il regista diviene oggetto in America sull’onda del maccartismo.

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