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Una volta scrollatosi di dosso il peso dell’inedito, il film sfrutta le proprie potenzialità fino in fondo coniugando al marciume, non più fine a se stesso, gag finalmente incisive. Il risultato è uno spaccato di cattiveria e cinismo a tratti eccessivo ma in media intelligente, capace di gettare quà e là spunti di riflessione tutt’altro che banali. In alcuni momenti la “scorrettezza” è forzata e le pecche citate in precedenza (autocitazione in primis) rendono la qualità del prodotto non certo eccelsa; nonostante ciò ci troviamo davanti a qualcosa di nuovo e piacevolmente dissacrante..

Alcuni modelli hanno acquisito lo status di testimonianza culturale. Basti pensare al cinema. Rimangono inossidabili ed attuali i wayfarer di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (era il 1961) o dei Blues Brothers, o ancora gli Aviators indossati da Tom Cruise in “Top Gun” e molti altri.

Seller Inventory APC97816059753061About this Item: MIT Press Ltd, United States, 1999. Paperback. Condition: New. Da stamattina, non penso che a un numero: 52 mila. Da stamattina, ho voglia di piangere. Inizia così il post di Chrys, blogger belga che ha scoperto l’esistenza del gruppo Facebook segreto Babylone 2.0: 52 mila membri, soprattutto uomini, che lo usavano per condividere le foto delle loro conquiste nude o comunque poco vestite.

Altri aneddoti bizzarri sono legati al marchese Guido Sommi Picenardi, prozio degli attuali proprietari, dandy di inizio Novecento, ritratto in più opere di Tamara De Lempicka, con la quale ebbe una relazione negli anni Venti. La moglie del marchese, Mananà Pignatelli, sembrava non curarsene, forse troppo intenta a creare una personalissima mitologia vampiresca: era famosa per cavalcare nuda nei dintorni di Olgiate, col volto coperto di un trucco bianco, cadaverico, perfettamente intonato alla bara (vera) in cui amava dormire. Era l’epoca decadente dell’assenzio e degli eccessi, delle nuove mistiche e dello spiritismo, a cui Mananà si dedicava assiduamente organizzando sedute spiritiche insieme all’amica marchesa Casati Stampa, proprio nelle stanze della villa.

La rigorosità si traduce anche nell’uso dei colori: molti grigi, toni dimessi, sobri. Come nella lampada Caravaggio per Lightyears o Pouf, la borsa Origami e la collezione di per la tavola Earthenware (in terracotta giapponese cotta ad altissima temperatura), sempre per la maison danese Fritz Hansen, linea Objects. Non deve essere molto colorato per dare un impatto, taglia corto lei.

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