Ray Ban A Goccia Specchio

Caratterista italoamericano specializzato nei ruoli da “bravo” del gangster o in quello di pater familias tutto casa e chiesa. Una vita meno sfrenata di quella dei personaggi che ha interpretato, dato che è sposato dal 1955 con la produttrice Sandy Cohen dalla quale ha avuto ben quattro figli: lo stuntman Danny Aiello III, l’attore Rick Aiello e poi Jamie e Stacy Aiello (le uniche che non hanno seguito la carriera del padre).Da sempre alterna il teatro off Broadway al cinema, nel quale però esordisce a quarantanni, nel 1973, facendo la comparsa in The Godmothers di William Grefe, passando poi davanti alla cinepresa di Francis Ford Coppola ne Il Padrino Parte Seconda. Stato dopo la pellicola Il prestanome di Martin Ritt, in cui recitava con Woody Allen, che Danny Aiello è entrato a far parte degli attori feticcio del regista newyorkese (vedi Dianne Wiest), apparendo prima in Io Annie, seguito poi da Broadway Danny Rose, La rosa purpurea del Cairo e Radio Days.Ma negli anni Ottanta, oltre a Woody Allen, ci sono anche: il film diretto dall’attore James Caan, il bad man di Hollywood, intitolato Li troverò a ogni costo, il capolavoro cinematografico di Sergio Leone C’era una volta in America e il ruolo del fidanzato tradito di Cher in Stregata dalla luna di Norman Jewison.

Microbo, come lo chiamano tutti, ha 14 anni, il talento per il disegno e una passione per una compagna di classe. Esile e introverso, la sua sensibilità spiccata gli aliena i compagni, bulli e gradassi e sempre in cerca di guai. L’ingresso in classe di Gasolina, adolescente forbito che miscela fantasia e idrocarburi, cambia la sua vita e il suo modo di guardare il mondo.

Decide di provarci: da perfetto autodidatta, con l’aiuto di un dizionario, inizia a scrivere attingendo alle sue esperienze di vita. Dalle lettere che indirizza a se stesso nasce la sua prima opera teatrale, il musical “I Know I’ve Been Changed”, che affronta il difficile tema degli abusi sui minori e concetti come il perdono e la fede, elemento importante nella vita di Perry in seguito alle influenze della madre. Nel 1992 affitta un teatro ad Atlanta, dove si è trasferito, per mettere in scena la sua opera, da lui diretta, interpretata e prodotta con i pochi risparmi da ventitreenne.

Il film è stato sempre giudicato un polpettone colossal per il grande budget, il colore, lo sfarzo, la ricostruzione spettacolare, i divi e i costumi. In realtà proprio per queste caratteristiche Quo Vadis?, nel tempo, si è rivelato un capolavoro: da quando il cinema, appunto, ha messo a fuoco i suoi significati, liberandosi dall’obbligo di appartenenza alle arti nobili e privilegiando i valori spettacolari e di evasione per cui era nato. Aggiungiamo poi il grande successo di pubblico, la certosina ricerca storica (con interventi di grandi specialisti della romanità), la straordinaria colonna di Miklos Rozsa (che ha letteralmente inventato il “suono” della Roma antica, creando un precedente imprescindibile per tutti) ed ecco che il film, può far parte a buon diritto della categoria dei titoli fondamentali nel filone avventura storia.Super colossal ad altissimo costo tratto dal romanzo storico biblico con elementi di finzione di Henry Sienkiewicz.

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