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For those like me with an affinity for the ridiculous, the recent tech boom has offered one silver lining: it’s very easy to poke fun at. It certainly gave me plenty to talk about in the PBS Digital Studios series “Everything But the News,” which I co created with my partner Noah Pink. The show earnestly covers the absurdities of tech culture from the perspective of a Jim Lehrer obsessed, tote bag carrying outsider.

Dopo il bellico La notte dell’aquila (1977) con Michael Caine, prende in mano la cinepresa e firma il documentario We’re Not the Jet Set (1977, seguito poi dalla regia di Angelo My Love del 1983), tornando a recitare in Io sono il più grande(1977) di Ernest Borgnine.Arriva il tanto atteso OscarDopo una nuova nomination all’Oscar come miglior attore protagonista per The Great Santini (1979), si affianca all’amico De Niro ne L’assoluzione (1981) e finalmente stringe nel pugno l’ambita statuetta per Un tenero ringraziamento (1983), biografia di un alcolizzato cantante country, per il quale personaggio aveva composto e cantato persino le canzoni che interpretava. Così, il 9 aprile 1984, al Dorothy Chandler Pavillion di Los Angeles, Dolly Parton e Sylvester Stallone gli porsero il tributo come miglior attore protagonista e, nel suo ringraziamento, Duvall ricordò che Johnny Cash, Willie Nelson e Waylon Jennings (il gotha del genere) avevano lodato le sue performance canore e attoriali.Il padre di Julia RobertsQuattro anni dopo è diretto da Dennis Hopper, assieme a Sean Penn, in Colors Colori di guerra (1988), si aggiudica anche un Golden Globe come miglior attore per la miniserie Lonesome Dove (1989) e si frappone a Tom Cruise e Nicole Kidman in Giorni di tuono (1990). Ritorna accanto alla Dunaway ne Il racconto dell’ancella (1990) e cavalca l’onda degli Anni Novanta accanto a William Hurt (La peste, 1992), Michael Douglas (Un giorno di ordinaria follia, 1993), ancora Hackman (Geronimo, 1993) e Glenn Close in Cronisti d’assalto (1994).

Una vicenda molto semplice, campeggiata dalla parabola umana di un uomo colto e solitario, non piu giovane, la cui ritrosia nei confronti degli altri e pari solo all’infallibile maniacalita con cui esercita la professione di esperto d’arte e battitore d’aste. Chiamato ad occuparsi della dismissione del patrimonio artistico di un antico edificio, l’antiquario si ritrovera al centro di una passione che cambiera la sua grigia esistenza. Lo si potrebbe definire un film sull’arte intesa come sublimazione dell’amore, ma anche un film sull’amore inteso come frutto dell’arte.

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