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Dalla seconda metà degli anni 1950 in poi, partecipa soprattutto ad alcune produzioni televisive o interpreta ruoli secondari perlopiù in film di cassetta, come Love story di A. HilIer (1970), ma anche in qualche pellicola d’autore, come Gli ultimi fuochi di E. Kazan (1976)..

La sua principale attività nel mondo del cinema è quella di interprete e tra i lavori più interessanti possiamo citare la partecipazione nel film L’apprendista stregone (2010) di Jon Turteltaub dove ha interpretato la parte del capo della comunità cinese. da Warner Bros Italia uscito in Italia venerdì 25 giugno 2010 continua Guillermo Diaz, Michelle Trachtenberg, Seann William Scott, Jim Norton, Mark Consuelos, Adrian Martinez, Eddie J. Fernandez, Jordan Carlos, Sean Cullen, Stracy Diaz, Eliezer Meyer, Aristedes Philip DuVal, Marshall Factora, Rashida Jones, Susie Essman, Juan Carlos Hernndez, Cory Fernandez, Alberto Bonilla, Jason Lee, Francie Swift, Jayce Bartok, Elliot Santiago, John D’Leo, Keith Joe Dick, Marcus Morton, Jacinto Taras Riddick, Robb Cullen, Joey Giambattista, Chazz Menendez.

Zinnemann (1950) o la madre comprensiva di L’attrice di G. Cukor (1953). Dopo aver abbandonato il grande schermo alla fine degli anni ’50, vi ritorna come abile caratterista in Salve, eroe! di D. Vallanzasca ha dichiarato di voler esser un fuorilegge e paga per questo. Non ha giustificazioni e i parenti delle vittime hanno il diritto di vigilare e non perdonare chi gli ha condizionato la vita. Però mi sembra strano, per esempio, che c’è gente che si indigna per questo e non per le speculazioni edilizie che creano morte.

Niente di più istantaneo, semplice, commerciale e cinematograficamente svilente. L’abbiamo fatto in Italia e si chiamava Feisbum, aggregava diverse storie che di comune avevano ben poco e soprattutto non affrontava nemmeno uno dei temi inerenti agli sconvolgimenti portati nella società dai nuovi media.L’esatto contrario di quello che ha fatto David Fincher, il quale non ha girato “un film su Facebook” ma si è posto l’obiettivo altissimo di raccontare la storia di chi ha messo in piedi uno dei colossi di maggiore successo dell’economia contemporanea, con lo scopo recondito di mostrare un’altra America ancora, quella moderna, della nuova finanza, della nuova imprenditoria e dei nuovi media. Un’America intravista unicamente con toni grotteschi e ironici nel cinema delle teen comedies.Sono i geek al potere, un processo che almeno dagli anni ’90, e a partire dalla Silicon Valley, sta progressivamente mutando i prodotti di cui fruiamo (cinema incluso, vedasi il profluvio di film fumettistici) e il modo in cui la tecnologia entra nella nostra vita e inevitabilmente la cambia.

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