Ray Ban Pilot

Diego di Martha Coolidge, seguito da Cotton Club (1984), sempre diretto dallo zio, nel ruolo di un gangster. Cominciano anche le prime avventure sentimentali: Jenny Wright e Uma Thurman su tutte. Interprete di ruoli un po’ grotteschi, ma dotati di grande intensità: passa da Birdy Le ali della libertà (1984) di Alan Parker a Stregata dalla luna (1987) di Norman Jewison (con il quale si aggiudicò una candidatura di Golden Globe come amante di una Cher in versione italoamericana), poi alle commedie Peggy Sue si è sposata (1986) con Kathleen Turner, e Arizona junior (1987) dei fratelli Coen.

Probabilmente destinata come ogni altra ad incanalarsi presto nella canonizzazione e nell’isterilimento, la cinematografia sudcoreana vive però nei primi anni del nuovo millennio un periodo di fulgore che non è dato trascurare. A futura memoria resterà di sicuro Old boy, gioiello nero vincitore di premi un po’ ovunque. la storia di Dae su, imprigionato per 15 anni senza sapere perché, e della sua implacabile vendetta una volta libero.

Una testimone ha detto alla tv francese che l’uomo, quando ha sollevato la visiera, sembrava avere un tatuaggio sulla faccia. Le riprese video hanno però permesso di identificare la targa dello scooter che l’uomo ha usato, ha detto la polizia. Si tratta di un mezzo acquistato nel maggio scorso.

Tra questi ultimi c’è sicuramente George Clooney.George Clooney nasce dalla televisione, nel vero senso del termine, perchè suo padre conduceva un talk show a Cincinnati, e quindi il piccolo schermo è stato il suo trampolino di lancio. Se escludiamo l’esordio nel 1978 in una mini serie (Centennial), il cammino televisivo di George Clooney è iniziato nel 1984 con un episodio di Riptide, serie retrò in cui il Riptide era la barca sede di un’agenzia investigativa fondata da due compagni d’esercito. Proprio così le serie televisive del genere medical hanno preso possesso dell’audience e dell’interesse del pubblico, con il loro pathos ospedaliero e le vicende personali.

Dopo aver visto il film possiamo assicurare che è vero. Il balzo di Boris dalla boccia televisiva all’acquario del cinema ne preserva la natura e il colore, per la gioia dei fan della prima ora, ma lo rende anche perfettamente godibile per chi non conosce la serie, evitando di parlare esclusivamente il gergo degli iniziati. Storia tragicomica di un regista a cui viene sistematicamente impedito di fare un lavoro di qualità, Boris parla del nostro cinema e del nostro paese con il sorriso sulle labbra e la morte nel cuore, ma anche un po’ viceversa.La conferenza stampa romana è stata interrotta e animata ad un certo punto da una manifestazione di precari, che allo slogan di “Il nostro tempo è adesso.

Be First to Comment

Lascia un commento